17 • Cerca la via

 

Nota

Queste tre parole sembrano forse troppo esigue per stare da sole. Il discepolo dirà: «Studierei io questi pensieri se non cercassi la via?» Pure, non passare innanzi con fretta. Fermati e rifletti un poco. E’ la via che desideri o c'è in te la visione di una vaga prospettiva di grandi altezze che po­trai scalare, di un avvenire grandioso che potrai conseguire? Sta in guardia. La via deve essere cercata per sé stessa, non per riguardo ai tuoi piedi che devono calcarla.

Vi è relazione tra questa regola e la diciassettesima del­la seconda serie. Quando, dopo secoli di lotte e numerose vittorie, avrai vinto la battaglia finale e domandato il se­greto finale, tu sarai pronto ad andare più oltre. Quando il segreto finale di questa grande lezione è rivelato, in esso si apre il mistero della nuova via — sentiero che conduce al di fuori di ogni umana esperienza e che è assolutamente oltre ogni umana percezione o immaginazione. Ad ognuno di questi stadi bisogna fermarsi a lungo e riflettere bene. Ad ognuna di queste tappe è necessario assicurarsi che la via fu scelta per sé stessa. La via e la verità che vengono in prima — indi segue la vita.

 

18 • Cerca la via ritirandoti al di dentro

 

19 • Cerca  la via avanzando coraggiosamente  al di fuori

 

20 Non cercarla per una sola via. Per ogni temperamento vi è una via che appare la più desi­derabile. Ma la via non si trova con la devozione soltanto, con la sola contemplazione religiosa, con l'ardente progresso, con opere d'abnegazione, con la studiosa osservazione della vita. Nessuna di queste vie può, da sola, condurre il discepolo più di un passo avanti. Tutti i gradini sono necessari a formare la scala. I vizi degli uomini divengono gradini della scala, a misura che sono sormontati.

Le virtù dell'uomo sono gradini invero neces­sari e di cui non si può in alcun modo fare a meno. Pure, benché generino un'atmosfera favorevole ed un avvenire felice, sono inutili se rimangono da sole.

L'intera natura dell'uomo dev'essere saggiamente utilizzata da colui che desidera entrare nella via. Ogni uomo è assolutamente a sé stesso la via, la verità e la vita. Ma egli è ciò sol quando afferra con fermezza la propria individualità e, in forza della sua volontà spirituale risvegliata, riconosce che questa individualità non è lui stesso, ma quella cosa ch'egli ha con fatica creata per proprio uso e per mezzo della quale egli si propone — man mano che il suo progresso sviluppa la sua intelligenza — di raggiungere la vita che trascende l'individua­lità. Quando egli sa che la sua vita separata, così meravigliosamente complessa, per questo solo esiste, allora veramente e allora soltanto egli è sulla via. Ricercala immergendoti nei misteriosi e gloriosi abissi del tuo più profondo essere. Ricercala provan­do ogni esperienza, utilizzando i sensi al fine di com­prendere lo sviluppo ed il significato dell'indivi­dualità e la bellezza e l'oscurità degli altri fram­menti divini che lottano al tuo fianco e compongono la razza alla quale appartieni.

Ricercala per mezzo dello studio delle leggi dell'essere, delle leggi della natura, delle leggi del soprannaturale; e ricercala facendo la profonda sommissione dell'anima alla stella velata che arde dentro a te. Grado a grado, mentre vigili e adori, la sua luce si farà più forte. Allora saprai d'aver trovato il principio della via. E quando ne avrai raggiunto il termine, la sua luce diverrà ad un trat­to la luce  infinita.

 
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