I
Queste regole sono
scritte per tutti i discepoli. Attieniti ad esse.
Prima che gli occhi
possano vedere, devono essere incapaci di lagrime. Prima che l'orecchio possa udire, deve aver perduto la
sua sensibilità. Prima
che la voce possa parlare in presenza dei Maestri, deve aver perduto il
potere di ferire. Prima che l'anima possa stare alla presenza dei Maestri, i suoi piedi devono essere
lavati nel sangue del
cuore.
1 • Uccidi l’ambizione
2 • Uccidi il desiderio di vivere
3 • Uccidi
il desiderio di benessere
4. - Lavora come
lavorano gli ambiziosi. Rispetta la vita come coloro che la desiderano.
Sii felice come chi
vive per la felicità.
Ricerca nel tuo
cuore la radice del male ed estirpala. Essa vive fruttifera nel cuore del discepolo devoto, come nel cuore
dell'uomo passionale. Solo i forti possono distruggerla. I deboli devono aspettare lo sviluppo, il frutto
e la morte. Ed è una
pianta che vive e cresce attraverso l'età. Essa fiorisce quando l'uomo ha
accumulato esistenze innumerevoli.
Colui che vuole incamminarsi sul sentiero del potere deve strappare tal
cosa dal suo cuore.
Ed allora il cuore sanguinerà e l'intera vita dell' uomo sembrerà totalmente
dissolta. Questa prova
dev'essere sopportata; può presentarsi al primo
gradino della scala perigliosa che conduce al sentiero di vita; può tardare
forse fino all'ultimo. Ma, o discepolo, rammenta che dev'essere
sopportata e raccogli
le energie della tua anima per tale compito. Non vivere nel presente o nel futuro, ma
nell'eterno. Quella malerba gigantesca non può ivi fiorire; questa macchia
dell'esistenza è cancellata dall'atmosfera stessa del pensiero eterno.
Nota
L'ambizione è la prima maledizione: la
grande tentatrice dell'uomo che s'innalza sopra i suoi simili. E' la più
semplice forma dell'aspettare
una ricompensa. Continuamente essa distoglie uomini d'intelligenza e di
potere delle loro più alte possibilità. Pure è un maestro necessario. I suoi
risultati divengono polvere e cenere al palato; come la morte e l'alienazione, essa
dimostra all'uomo finalmente che lavorare per sé è lavorare
per il disinganno.
Benché questa prima regola sembri così
semplice e facile, non scorrerla rapidamente. Questi vizi dell'uomo
subiscono una sottile trasformazione e riappaiono sotto altra forma nel cuore
del discepolo. E’ facile dire: «Non voglio essere ambizioso». Non è
altrettanto facile dire: «Quando il Maestro leggerà nel mio cuore lo troverà
del tutto puro». L'artista sincero che lavora per amore dell'arte sua
è talvolta piantato sulla vera via più fermamente dell'occultista che immagina
aver ingrandito i limiti dell'esperienza e del desiderio e
trasferito il suo interesse alle cose concernenti la sua più
larga estensione di vita.
Lo stesso principio si applica alle
altre due regole, in apparenza altrettanto semplici. Soffermati su di esse
e non lasciarti facilmente ingannare dal tuo cuore. Perché ora, sulla soglia,
un errore può essere corretto; ma se lo porti innanzi con te,
crescerà e farà frutto, e tu dovrai amaramente soffrire per distruggerlo.