Cari
amici,
questa
sezione costituisce l’ultimo capitolo di Jnanayoga.it. Rappresenta dunque
per noi il passaggio più importante del percorso evolutivo che abbiamo
desiderato tracciare ed è stato volutamente posto in alto nella nostra
pagina poiché, come nell’anima umana l’evoluzione spirituale inizia dal
gradino più basso della scala degli insegnamenti, così noi vi chiediamo di
porre il vostro sguardo alla base della nostra home page, di iniziare cioè
il vostro cammino lungo questo nostro umile Sentiero di Luce avvicinandovi
allo Yoga…
Se
avrete il desiderio e la saggezza di leggere attentamente, dal basso verso
l’alto, tutti i nostri capitoli, tra qualche tempo ci incontreremo
nuovamente qui, in queste ultime pagine, ed allora potrete forse comprendere
appieno il significato delle parole che seguiranno.
La Pace sia con voi.
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“Guardando
oltre”assume per noi il medesimo significato degli ultimi aforismi
contenuti ne “La Luce
sul Sentiero”:
“Attieniti fermamente
a ciò che non ha né sostanza, né esistenza”
“Ascolta solo la voce che non ha suono”
“Fissa il tuo sguardo solo su ciò che è invisibile tanto all'interno che
all'esterno senso”
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La
raccolta di aforismi “Guardando Oltre...” è il continuum naturale degli
insegnamenti di Jader contenuti nella poesia “Le
Sette Gocce”e nel romanzo esoterico “Il
Labirinto” (© 2005 Edizioni Edimond).
“Guardando Oltre...” si compone di 1030 quartine in rima alternata. Le
trenta quartine iniziali, dedicate ai “Sette Compagni” che hanno
accompagnato Jader all’interno del Labirinto, costituiscono l’introduzione
dell’opera e sono caratterizzate da versi di quattordici sillabe (il
“doppio settenario”).
Le mille quartine che seguono si compongono di versi endecasillabi e
propongono al lettore un singolare percorso evolutivo di crescente
difficoltà interpretativa.
“Guardando Oltre...” è un invito a
non cercare semplicemente “qualcosa” di indefinito all’interno di noi
stessi, né a volgere lo sguardo il più lontano possibile, nell’infinito del
mondo fenomenico esteriore. “Guardare oltre” è guardare oltre ciò che
crediamo di essere ed al contempo oltre ciò che siamo realmente.
Un concetto già accennato dall’autore ne “Il Labirinto”, con le parole: “…Tu sei la goccia che nutre il mare, tu
sei il riflesso del raggio di sole nello specchio d’acqua, tu sei il
sentiero che stai percorrendo, tu sei il Labirinto senza fine alcuna perché
tu stesso sei la sua porta d'accesso e la sua uscita. Tu sei la vita,
quella vita che necessita solo di essere compresa nel più profondo del suo
significato…”
Le anime libere di
ogni tempo e luogo potranno ispirarsi a questa composizione poetica,
probabilmente unica nel suo genere, traendone preziosi insegnamenti
spirituali e profondi spunti di meditazione.